5° Meeting - QuellidelleST@RS

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Grazie alla dedizione di Tiziana ed Amedeo questa volta si va alla scoperta di un territorio affascinante, in una terra dove calma e tranquillità si respirano ad ogni passo...Il Tour della Sibilla!

Località: Monti Sibillini
Base: Balzo di Montegallo (AP)
Periodo: dal 4 al 5 maggio 2012
Partecipanti:
  • SportTourer
      • BMW R1200ST
  • Amedeo58 e La Bruja
      • BMW R1200RT
  • Gando 54
      • BMW R1200ST
  • Cav56 e Paola
      • BMW R1200GS
  • Giordano59 ed Emanuela
      • BMW R1150RS
  • Tafrada e Tafradawoman
      • Yamaha TDM 850
  • Cesare e Davia
      • BMW R1200GS
  • Enzo55 ed Elvira
      • Honda Goldwing 400 (scooter)
  • Rita e Fabrizio
      • Auto
  • Alessandro e Alessia
      • Triumph Speed Triple
  • Cucciolone e Manuela
      • Suzuki V-Strom 650 DL

per un totale di n° 20 partecipanti, n° 9 moto e n° 1 scooter.



Cronache zavorrine.

Preludio
Siamo stati tutti lì, per giorni e giorni, a consultare le previsioni meteo. Piove, non piove, piove sabato, piove sulla strada del ritorno. Non piove. Vabbè.
Tanto tutti i meeting (questo è stato il quinto) piove. Non c’è meeting senza pioggia. Quasi quasi abbiamo deciso che ci porta bene.
Mini-meeting questo della primavera 2012. E’ un periodo difficile. Problemi di lavoro, problemini di salute, problemi familiari, purtroppo ci sono state diverse defezioni. C’è stato anche qualcuno, però, che ha marinato per motivi lieti e quindi auguri (vero Enzetto e Lilli?).

LA CRONACA
Il 3 maggio
Verso sera, una parte del manipolo delle St@rs, completa di zavorre, é confluita da vari punti della penisola e si é arrampicata su per le curve della strada che porta a Montegallo, ai piedi del Monte Vettore, nel cuore del Parco dei Monti Sibillini: punto di riunione l’Albergo Vettore (900 m.), dove le motarelle hanno trovato pure una bella cuccia coperta.

Il 4 maggio
Appena svegli, abbiamo subito capito che la Maga Sibilla gradiva la nostra presenza nel suo regno: un cielo azzurro e un sole splendente che sono venuti con noi, su e giù per i Colli del Piceno, fino al mare e ritorno.
I Colli sono stata una vera scoperta. Scendendo dai monti, le colline sono dolci e i campi belli e pieni di colori. In cima alle colline, tanti piccoli paesi dalle torri merlate color ocra. Montalto delle Marche e poi Ripatransone, un vero gioiello da cui la bella e limpida giornata ci ha permesso di spaziare dalle cime ancora innevate fino al mare, con un solo colpo d’occhio. Spettacolo.
Ovviamente non potevamo saltare il pranzo. E così ci siamo diretti a Grottammare dove ci siamo uniti ai 3 equipaggi mancanti: Cav56 e Paola erano già lì (e Doppio Clic aveva già mitragliato con la sua belva fotografica mezzo litorale). Tafrada e Tafradawoman, insieme a Dylanaless e Arale71, sono arrivati dopo un po’ perché hanno dovuto affrontare un problemino anomalo sul quale, prima o poi, dovremo indire un’assemblea per discutere sul tema: è possibile soffrire di “mal di moto”? Pare di sì e urge trovare rimedio.
Verificato che tutta la truppa era allineata e compatta ci siamo, come dire, soffermati con molto interesse su una fritturina di paranza. Una vera delizia che ci è stata servita sotto una incannucciata a un passo dalla spiaggia e dal mare. Piccolo assaggio d’estate.
Ma, mai e poi mai, avremmo permesso che la brutalità della materia ci sovrastasse inducendoci all’ozio più sfrenato. E così siamo risaliti sulle moto e, sempre zigzagando per i Colli, siamo andati a visitare Ascoli Piceno e il suo meraviglioso centro storico.
Decisamente soddisfatti dal sali-scendi curvarolo, dai pescetti in riva al mare, dalla Storia dei borghi, ci siamo incamminati verso casa per la Via Salaria che merita e veramente merita di essere percorsa, credetemi.

Il 5 maggio
Dopo un bel sonno, la mattina, alè tutti pronti ad affrontare il giro per il Parco dei Monti Sibillini. Qualche nuvolona faceva capoccella e la temperatura era decisamente frizzantina. Ma diamine, si andava per montagne, poteva essere una sorpresa?
E così cominciamo a salire. E curva dopo curva, fino a 1.400 metri, dopo l’ultimo tornante… bum! Un colpo al cuore. La Piana di Castelluccio!
Un altopiano che si estende immenso, tra monti severi e sassosi. Un silenzio assoluto. Nuvole e vento. Terra e verde. Natura e uomo. E l’uomo risulta molto piccolo, in verità. L’unica cosa che puoi fare è guardare. Lontano, lontano fino all’infinito. Un luogo unico.
Non ci siamo fermati (l’avremmo fatto al ritorno) e abbiamo proseguito. Via dritti su una strada che taglia a metà la Piana tra mucche, cavalli e pecore, abbiamo superato il valico e siamo scesi nella verde Umbria.
A Norcia, città di S. Benedetto e S. Scolastica (erano fratello e sorella!) ci siamo fatti un giro. E abbiamo scoperto le grandi capacità di contrattazione di Cesarone e Cucciolone che hanno acquistato a prezzi favorevolissimi salami e salsicce di vario genere! Impresa non facile vista la resistenza degli indigeni.
Tenere conto di tali doti anche per futuri acquisti a vantaggio dell’Associazione.
E, dopo la visita ai norcini, via verso Visso, la “Perla dei Monti Sibillini” attraverso la Val Nerina. Che strada magnifica! Come dice Tafrada una bella strada “spazzolata”, con curve continue e armoniche che si snodano attraverso gole verdi e corsi d’acqua.
E poi a Visso (che esiste al centro di una specie di isola formata dal fiume Nera) ci siamo fatti una bella promenade sulle mura che difendono la cittadina da un braccio del fiume.
Durante la pausa pranzo è avvenuto il fattaccio. Come da percorso, saremmo dovuti andare verso il lago di Fiastra. Ma l’incauto Tafrada, che pare passò parte delle sue vacanze giovanili presso tale luogo, ha parlato di qualcosa come dieci chilometri di tornanti. Ahhh! Panico fra una parte delle zavorre, stanchezza e svenimenti, abilmente sfruttati da Doppio Clic che voleva tornare sulla Piana di Castelluccio a fare le sue solite 8.500 foto (ma come potevamo dire di no al nostro T.I.F. (Talentuoso Insostituibile Fotografo)? Primo round, vincono i pro-Castelluccio e si torna sulla Piana.
Chi si perdeva nell’orizzonte, chi fotografava, chi giocava con il cane, chi chiacchierava piano. Una quiete bucolica. Durata poco. Amedeo58 e Gando54 si sono lanciati da uno scivolo per bambini. Atterraggio di Gando54 con doppio rimbalzo a terra. Attimi di preoccupazione, dissolti poi dalla risata dell’atterrato.
A questo punto, si doveva rientrare a casa per la strada maestra. Ma i motociclisti che avevano perso il primo round non l’avevano proprio mandata giù la faccenda del cambio di percorso. E quindi, con un colpo di mano, organizzano la tornata giù per Forca Canepine. E curve. E curve. E ancora curve. Sulle quali Enzo55 e il suo valoroso Spooter facevano scintille (nel senso della pedanina che strusciava per terra, chettepossino Enzo!)
Arrivati al bivio che ci avrebbe dovuti riportare a casa, via, altra deviazione: si torna a Montegallo dal retro percorrendo una strada definita poi da tutti i bykers, una strada dalle “curvacce a gomito non segnalate” . E su quelle curvacce il saggio Giordano59 ha avuto il suo battesimo da capofila, (che fortuna, eh?). Ma poi alla fine, tutti d’accordo: strade, montagne e paesaggi indimenticabili.
Ne valeva la pena.
La sera a cena Renzo, il cuoco dell’Albergo Vettore ci ha praticamente rimpinzato. Qualcuno gli ha detto “Ehi Renzo, ma che ci volevi far fare la fine di Hansel e Gretel?” e lui ha risposto “Eh, ma ragazzi, oggi avete camminato per la montagna…”.
Nota di colore. A fine serata, diversi tentativi del Presidente di farsi incoronare monarca. Tutti andati a vuoto.
Ma te vogliamo bene uguale, Presidé!

Il 6 maggio
Si torna a casa. Saluti, abbracci, fatica a lasciarci.
E di nuovo tutti lì a scrutare il cielo. Come alla partenza. Nuvoloni neri, inizia a piovere.
Io lo so cos’é. E’ la Maga Sibilla che è triste per la nostra partenza.
Anche noi, cara Maga, siamo dispiaciuti. Siamo stati bene nel tuo bel regno. Siamo stati bene con gli amici di sempre. Ma il dispiacere non durerà a lungo: stiamo già organizzando il prossimo meeting d’autunno.
Grazie a tutti!

Special Guest
  • Fabrizio e Rita (con la loro ormai storica macchina d’appoggio)
  • Fausto (il gentile Patron dell’Albergo Vettore)
  • Renzo (lo chef dell’Albergo Vettore)
  • Ermanno e Francesco (autori della mitica frittura del “Bagno delle Sirene” di Grottammare)
  • Domenico (il rude ma generoso proprietario del Ristorante “L’Erborista” a Gualdo)
 
 
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